Le ore che una spedizione perde raramente si perdono in viaggio. Si perdono al punto di scarico. Il mezzo arriva e il cancello è chiuso. Oppure è aperto, ma il carrello elevatore non c’è. Oppure c’è, e il turno di scarico arriva quattro ore dopo la finestra prenotata.

Nessuna di queste scene è imprevedibile. Ognuna nasce da una domanda che nessuno ha posto in tempo.

Il veicolo raggiunge il posto?

Nell’Unione europea la lunghezza massima di un veicolo articolato è di 16,50 m secondo la Direttiva 96/53/CE: trattore e semirimorchio insieme. L’ingresso stretto di una zona artigianale o un magazzino in centro città possono non accettarla.

La domanda non è «qual è l’indirizzo», ma «il mezzo riesce a entrare e a girare». Se la risposta è no, restano due strade:

  • Consegnare con un veicolo più piccolo (autocarro o mezzo di distribuzione)
  • Frazionare la merce in un punto di trasbordo

Entrambe costano tempo e denaro, ed entrambe costano meno che scoprirlo il giorno della consegna.

Di chi è lo scarico?

Dipende dal termine di resa. Nelle regole Incoterms 2020:

  • Con DAP il venditore porta la merce nel luogo convenuto, ma lo scarico spetta al compratore.
  • Con DPU il venditore consegna la merce scaricata.

Una differenza di una parola decide chi debba procurarsi il carrello elevatore. Per questo trattiamo il termine di resa come una questione operativa, non documentale.

Il metodo di scarico condiziona il veicolo

MetodoOccorreNota
RampaBanchina di altezza compatibileIl metodo più rapido
Carrello elevatoreCarrello e operatoreForche adatte al pallet
GruGru e imbracaturePer pezzi pesanti e voluminosi
Apertura lateraleCentinato, fiancata apribilePer pezzi lunghi
A manoManodopera e tempoColli piccoli, volumi ridotti

Dobbiamo conoscere il metodo di scarico prima di scegliere il veicolo. Mandare una cassa chiusa dove si scarica di fianco non serve a nessuno.

L’appuntamento: chi, quando, quale finestra?

L’ora si concorda tra destinatario e magazzino. Il vettore la rispetta, ma non la stabilisce. Prima della partenza vanno chiuse queste domande:

  1. Chi prenota la finestra: mittente, destinatario o, in mancanza, il vettore?
  2. Quale data e quale fascia oraria sono state prenotate?
  3. Se il mezzo arriva in anticipo, dove attende?
  4. Se la finestra viene persa, quando è la successiva?
  5. Chi accoglie il mezzo sul posto, e a quale numero?

La quinta è quella che si salta più spesso. Senza un numero da chiamare all’arrivo, l’attesa comincia.

Anche l’orologio dell’autista è un vincolo

Le regole AETR limitano la guida a nove ore al giorno (dieci due volte a settimana), impongono un’interruzione di almeno 45 minuti dopo 4,5 ore al volante e almeno 11 ore di riposo a fine giornata. Ne segue che, pur arrivando al posto, le ore residue dell’autista possono non bastare a completare lo scarico.

Da confermare il giorno prima

  • Indirizzo e persona di riferimento verificati?
  • Finestra di appuntamento confermata?
  • Attrezzatura di scarico pronta sul posto?
  • Chi riceve la merce è autorizzato a firmare la CMR?
  • A chi ci si rivolge in caso di ammanco?

Chiuse queste cinque voci il giorno prima, la consegna si completa di norma nell’orario previsto.

La CMR al momento della consegna

La firma della CMR da parte del destinatario, a merce scaricata, prova che la consegna è avvenuta. Se c’è un danno o un ammanco, la riserva va annotata sulla CMR nel momento stesso della firma. Le segnalazioni successive hanno scarso valore probatorio.


Le condizioni del punto di scarico fanno parte del piano di trasporto, non sono un dettaglio finale: costruiamo lo scarico dentro il trasporto completo e il deposito temporaneo e movimentazione fin dall’inizio. Indirizzo e appuntamento con il modulo di preventivo.

Fonti